VOLVETTARIA FUNGO TRA GLI OLIVI A CASTIGLION FIBOCCHI E DINTORNI

VOLVETTARIA FUNGO TRA GLI OLIVI A CASTIGLION FIBOCCHI E DINTORNI

Covo di Volvettarie. Le più giovani hanno ancora il cappello convesso o semichiuso.

Tra gli olivi nel periodo della raccolta delle olive, tra ottobre-novembre, approfittando delle erbe e del tritume depositato dai trinciaerba (fungo amicorizzico), cresce un fungo commestibile, di nome Volvettaria o Volvaria o Volvopluteus

Volvopluteus gloiocephalus .

Attratto dalla sua frequenza e rustica bellezza, ho pensato di chiedere al popolo dei dintorni, come lo chiamasse e se era buono da mangiare. Ma nessuno seppe  rispondermi. Nemmeno il campione dei cercatori di funghi,  il barista chiamato “Massimo” , del bar Ponteburiano.

Perciò ho deciso di lavorare in proprio, venendo meno al primo principio del raccoglitore: non raccogliere un fungo che non conosci o non sei sicuro che sia commestibile.

Ne ho raccolti alcuni e li ho fotograifati e osservati attentamente, confrontandoli nel manuale. Alla fine ho creduto riconoscere la suddetta Volvettaria.

Essa si può descrivere in questo modo:

«Altezza media 10-13 cm.

Colore sopra, caffè latte, ombrello tondo e aperto ma piu scuro al centro.

Gambo bianco senza anelli, ma alla base una calza di uno due cm, molto fine di spessore.

Cresce preferibilmente nei campi e lungo le prode dei medesimi.

Nel mio caso i funghi  sono stati  presi dall’oliveto bio, senza trattamenti invadenti. Erano sparsi qua e la nel campo, lontani dagli olivi e in mezzo all’erba, dove è facile vederli.

La parte sottostante dell’ombrello è lamellata e marrone chiaro negli adulti; mentre nei più giovani tende al bianco.

L‘ombrello degli adulti è tondo e piatto; quello dei più giovani è convesso, simile a una berretta.

Se odorati appena estratti, non hanno alcun profumo che si distingue bene; tuttavia se messi in gratella con olio di oliva e sale, sprigionano un sapore molto buono, decisamente di funghi freschi, anche se promossi ulteriormente, dalla azione culinaria dell’olio d’oliva e del sale…».

In conclusione, avendo raggiunta la convinzione che erano buoni e commestibili, ne ho mangiati un centinaio nell’arco di una quindicina di giorni; un paio di volte ne ho ricavato pure una frittata morbida, con le uova sbattute, che può consumarsi da sola come frittata e pane toscano; oppure quale condimento degli spaghetti col morso moderato del pepe o del peperoncino piccante, tritato finemente. 

Tali Volvettarie,  potete consumarle anche voi tranquillamente, magari ampliandone la potenzialità culinaria quale ennesimo prodotto, molto tipico e spontaneo, del luogo..

Se prelevate dagli oliveti, assicurarsi che il sistema produttivo, sia biologico; in caso contrario sceglierle al limitare dei greppi e del bosco, andando sul sicuro.

Volvettaria, Cappello parte superiore con.le tonalità leggermente più scure.
Volvettaria. Calza, Gambo e parte inferiore lamellata, del Cappello.
Idem.