LA FONTANA DI ROMANELLI

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A Romanelli lungo la strada per Venere, a poche centinaia di metri dal paese di Venere, quando finiscono i Campi coltivati, sgorga una sorgente d’acqua fresca e abbondante, le cui qualità risaltano all’occhio, anche se andrebbero verificate.
Ma non s’ asciuga mai. Tira abbondantemente anche ad Agosto e Settembre. Se in questo periodo accenna talvolta, a un leggero calo, alla prima pioggia si rinforza rapidissima.
Però in apparenza si propone quale acqua potabile molto buona, perché prima dell’allacciamento alla provenienza idrica tiberina dalla Diga di Montedoglio (Pieve Santo Stefano-AR-), riforniva l’odierno Paese di Venere .
Ciò è confermato dal fatto che sopra la sorgente al di là della strada, é ancora intatto il vecchio acquedotto costruito dal Comune di Arezzo. Ma tutti in paese sanno del vecchio acquedotto.
A un turista che motorizzato o a cavallo o a piedi, va a fare la passeggiata di turno lungo l’Arno e i pomodoreti o i campi granai, può benissimo essere suggerito di sostare un attimo di fronte alla sorgente; magari sedendo nel muro di contenimento della stessa sorgente o ciò che rimane di una antica vasca.
Non è da escludere che fosse la vasca stessa, dove le donne del Paese , lavavano e sciacquavano i panni, usando le braccia e la cenere come detersivo.
Parlo del passato abbastanza recente, quando ancora, la civiltà contadina attorno al Campanile e al villaggio della dea Venere, significava sia l’ecologia della povertà sufficiente, sia l’ecologia della necessità e buon senso sostenibili (senza inquinamento alcuno), nella gestione della vita quotidiana.

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