Vai La Fattoria Html | Vai giù | Home | Index WordPress | Vai 2 L'Agricoltore nuovo è come l'antico | Vai 3 Biodinamica olio, vino
1. BUONA AMMINISTRAZIONE
Sulle colline dove il tempo tace,
tra il Valdarno e la Toscana infinita,
ogni Fattoria sorge
come un regno di terra audace
dal sogno produttivo,
di buoni cittadini
e credenti, pensato…
Gli Avi, pensando e donando,
educando,
hanno quasi sempre
tracciato il solco;
un’eredità di luce e di sapienza,
di beni abbondanti e di bene auspicato,
che i moderni attuali,
con l’ascolto e la creatività,
trasformano in feconda
e operosa, NUOVA INTRAPRENDENZA.
Ecco i cipressi, fraterne
fiamme verdi e devote,
sentinelle stabili,
in unforme del Regno Vegetale,
ai bordi delle strade;
mentre il vento tra le vigne
arieggia l'uva, che nuova e fresca,
si è finalmente maturata,
soddisfatta di sé, della stagione,
e della produzione.
L’olivo argenteo dona l’olio,
il pascolo si fa formaggio,
la vite ai tutori addossata,
riempie di vino e allegria
la lunga e faticosa annata .
E come tutti tre,
olio, formaggio e vino,
della frugale bontà toscana,
rappresentano a pieno titolo,
l’inconfondibile musicale,
marca italiana;
così, ogni gesto della produzione
in questo suolo tradizionale e amico,
diventa cura premurosa
e del reddito aziendale
(di quello onesto),
si fa definitivamente,
virtuosa, campana.
Un cerchio benefico e moderno si chiude,
perché il carbonio torna a farsi vita,
e la terra, che l’artificio esclude,
nella soluzione longimirante
biologica e biodinamica,
resta finalmente ben custodita.
Tra le Case coloniche,
pietre di memoria,
abbracciate dal verde
della macchia mediterranea
che rassicura e non tace;
la Fattoria, le fattorie,
scrivono una nuova storia,
fatta di mani, di amore,
di famiglia ospitale,
e diciamolo,
di gloria e di pace.
2 . L'AGRICOLTORE NUOVO È COME L'ANTICO
L’Agricoltore nuovo di oggi
ha più scienza e tecnologia,
ma deve essere sapiente
come l’antico d'ieri,
prima della industrializzazione,
quando si rispettava la natura.
In altre parole,
L'Agricoltore nuovo e moderno,
deve investire
non solo sul presente,
ma anche sul futuro
dell'ager planetario.
Ciò sarà al contrario
dell’attuale agricoltore industriale,
che molto produce e ammassa;
ma non investe sul futuro
della terra e della natura,
e così tutto avvelena
e globalmente distrugge
e insatanassa.
Tra le colline
mentre il vento tace,
sorge un regno di terra
dove la vite e l’olivo
prendono il sole in pace,
e il tempo narra storie secolari
di lavoro e di nuova aetate.
Non serve un filosofo
o un poeta scaltro,
per capire il profumo del bel paese;
qui nel Valdarno e in Valdichiana,
in Italia come in Toscana,
un giorno si intreccia con l’altro,
nel ritmo dolce del viver
campagnolo, e cortese.
E se oggi la mente, che è intellettuale,
prova a tracciare un verso laggiù sulla via,
questa mente si inchina a quel saper tradizionale
che trasforma la terra in poesia..
O sapiente dell’Ager, o Agricoltore
del secolo ventunesimo,
insegna di buon grado
a chi mangia e beve spensierato,
che la qualità
nasce in cantina o nel frantoio adeguati,
ma specialmente nasce tra le radici, laggiù,
nel buio del sottosuolo adoperato.
Oh prode, non guardare
al bicchiere, o al vino nell’orcio,
non fermarti al sapore che invita il sorso;
se vuoi la verità, piega il ginocchio,
e guarda la terra col cuore negli occhi.
Tutto comincia nel buio profondo,
nel ventre segreto che nutre il mondo,
dove il lombrico lavora in silenzio
e il fango diventa profumo d’essenza
o d' assenzio.
Promuovi la terra
dandogli il tuo amore,
curane il corpo, ascoltane il cuore;
non chiederle frutti con
l'uso OCM o del chimico valore,
ma offrile anche la via d’uscita
naturale, del tempo biologico e astrale,
come è stato per millenni
in antico, prima della
moderna o recente
industrializzazione.
Se il suolo è vivo e sovrano,
il resto viene da solo,
forte o piano: la vite
risplende abbondante,
l’olivo s’innargenta gentile,
figli d’un grembo che il sole
colora teneramente,
fortemente imparziale.
Oh Agricoltore,
m’insegni volentieri che
quando sei più del padrone
strachimicante il tralcio e il fiore;
quando sei insomma
il buon custode antico,
rispettoso miglior coltivatore diretto,
della natura ch’eppur deve produrre,
conservando integro il suo futuro;
allora la terra diventa felice e onorata,
e la vita risponde da sola, impavida,
con una fruttificante e benefica
allegria, del raccolto a cascata.
3 . BIODINAMICA, OLIO, VINO
Questa terra che da una stagione all’altra
dopo la coltivazione, si risveglia bio,
è custodita perfino dal ciclo e dal vigore
discreto della luna, che veglia di notte
beneauspicando e benedicendo,
sulle nostre diurne
ore lavorative e gesta.
È la Biologia e Biodinamica
un cammino o un ritorno
al respiro delle radici,
dove il sovescio è un mezzo ulteriore
romano e benedettino,
e i fiori tra i filari son genuini
e sempre molto felici.
Senza veleni, il suolo si fa culla,
nutrito dal letame e dal calore,
perché dal niente non nasce nulla,
se non c'è cura, rispetto e fervore.
Poi giunge l’Olio,
spremuto nel freddo;
esso è oro che cola
smeraldo nel piatto;
ed è figlio del suolo,
del sole e di ognuno,
che pizzica benbono in gola
all’unisono, come verde riaspro.
Dalle terre che mani operose
hanno curato,
nasce l’olio che sa di poggio e di fatica,
un dono che dal passato è ritornato,
come una voce amica,
un'eco nuova, verde-antica.
Estratto rigorosamente a freddo
poche ore dopo la raccolta,
conserva quel pizzicore tipico
e quel profumo di dono un po’ gentile
e insieme selvaggio.
È un olio "vivo", ricco di polifenoli,
che porta nel piatto la forza del sole
e la freschezza misurata
dell’autunno nelle colline
valdarnesi e d'Etruria.
Sa di Toscana, di erba e di fatica,
racchiuso in vetri scuri come giare,
è custode di una sapienza antica
che riempie i sensi e scalda il vigore.
E infine il Vino, fortezza di sangue
tra le fatiche e le feste della vita,
che se nel Sangiovese, nel Merlot, nel Chianti,….
trova il suo altare,
fermenta piano in botti custodite,
mentre il tempo molto l'imbonisce,
facendolo aspettare.
Non è solo il mosto e l'ebrezza,
ma è l’annata, il vento e la stagionalità,
che versa matura nel bicchiere la purezza
di chi produce con sincerità.
Nelle cantine, il vino matura
senza forzature. Che sia un Chianti
generoso o un Sangiovese in purezza,
ogni bottiglia racconta l'annata
specifica del clima,
della pioggia, del caldo, del vento.
Grazie alla biodinamica, il vino
è libero da residui chimici,
permettendo al vitigno di esprimere
la sua vera identità territoriale.
Con questa filosofia
biodinamica e biologica
tutto si tiene: il compost prodotto
dagli animali della fattoria, nutre i campi.
I preparati liquidi e solidi sono la sostanza,
le siepi e i boschi attirano gli insetti
utili, che proteggono le viti.
Non è solo agricoltura, è un investimento
che lascia il terreno più ricco anche di futuro.
Vino, olio e terra in un sol abbraccio,
alla Fattoria il cerchio si fa eterno:
l’uomo non è solo padrone,
ma è piuttosto l’antico e moderno
agricoltore, prima e dopo
la industrializzazione, che prenota
tutto il buono raccolto dell’estate,
per il consumo migliore e pacifico,
dell’inverno e successivi
giorni e anni.
FINE
O.
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