| 1. BUONA AMMINISTRAZIONE |
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Sulle colline dove il
tempo tace, tra il Valdarno
e la Toscana infinita,
sorge un regno di terra audace dal sogno pacifico,
di due cittadini imbastito…
Hanno tracciato il solco,
un’eredità di luce e di sapienza,
che
i moderni
attuali,
con l’ascolto e la creatività,
trasformano in feconda
e operosa, nuova intraprendenza.
Ecco
i cipressi,
fraterne
fiamme verdi e devote,
sentinelle stabili,
in divisa del Regno Vegetale,
ai bordi delle strade;
mentre il vento tra le vigne
arieggia l'uva, che
nuova e fresca,
si è finalmente maturata,
soddisfatta di sé, della stagione,
e della produzione.
L’olivo argenteo dona l’olio,
il pascolo si fa formaggio,
la vite ai tutori addossata,
riempie di vino e allegria
la lunga e faticosa annata .
E come tutti e tre,
olio, formaggio e vino,
della frugale bontà toscana,
rappresentano a pieno titolo, l’inconfondibile musicale, marca
italiana;
così, ogni gesto della produzione
in questo suolo tradizionale e amico,
diventa
cura
premurosa e del reddito aziendale (di quello onesto), si fa definitivamente,
virtuosa,
campana.
Un cerchio benefico e moderno si chiude,
perché il carbonio torna a farsi vita,
e la terra, che l’artificio esclude, nella soluzione longimirante
biologica e biodinamica,
resta finalmente ben custodita.
Tra le Case coloniche,
pietre di memoria, abbracciate dal verde della macchia mediterranea
che rassicura e non tace;
la Fattoria scrive una nuova storia,
fatta di mani, di amore, di famiglia ospitale,
di gloria e di pace.
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| 2. L'AGRICOLTORE NUOVO E' COME L'ANTICO |
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L’Agricoltore nuovo di oggi è come l’antico prima della industrializzazione.
Produce
rispettando la natura che vuol dire investire non solo sul presente, ma anche sul futuro. Ciò avviene al contrario dell’agricoltore industriale che molto produce e ammassa; ma non investe sul futuro della terra e della natura, e così tutto, avvelena e insatanassa. Tra le colline mentre il vento tace, sorge un regno di terra dove la vite e l’olivo
prendono
il
sole in pace, e il tempo narra storie secolari di lavoro e di nuova aetate. Non serve un filosofo o un poeta
scaltro,
per
capire il profumo del bel paese; qui nel Valdarno, un giorno si intreccia con l’altro, nel ritmo
dolce del viver campagnolo, e cortese. E se oggi la mente, che è
intellettuale, prova a tracciare un verso laggiù
sulla via, questa mente si inchina a quel saper
tradizionale che trasforma la terra in poesia.. O sapiente dell’Ager, o Agricoltore del secolo ventunesimo, insegna di
buon grado a chi mangia e beve spensierato, che
la qualità
nasce
in
cantina o nel frantoio adeguati, ma specialmente nasce tra le radici,
laggiù, nel buio del sottosuolo adoperato. Oh prode, non guardare al bicchiere, o al vino nell’orcio, non fermarti al sapore che invita il
sorso; se vuoi la verità, piega il
ginocchio, e guarda la terra col cuore negli
occhi. Tutto comincia nel buio profondo, nel ventre segreto che nutre il
mondo, dove il lombrico lavora in silenzio e il fango diventa profumo d’essenza o di assenzio. Promuovi la terra dandogli il tuo amore, curane il corpo, ascoltane il cuore; non chiederle frutti con l'uso OCM o del chimico valore, ma offrile anche la via d’uscita naturale, del tempo biologico e
astrale, come è stato per millenni in antico, prima della moderna o recente industrializzazione. Se il suolo è vivo e sovrano, il resto viene da solo, forte o piano: la vite risplende abbondante, l’olivo s’innargenta gentile, figli d’un grembo che il sole colora teneramente, fortemente imparziale. Oh Agricoltore,
m’insegni volentieri
che
quando sei più del padrone strafacente del tralcio e del fiore; quando sei insomma il buon custode antico, rispettoso miglior servitore, della natura ch’eppur deve produrre,
conservando integro il suo futuro; allora la terra diventa felice e
onorata, e la vita risponde da sola, impavida, con una fruttificante e benefica
allegria, del
raccolto a cascata. |
| 3. BIODINAMICA, OLIO E VINO |
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Questa terra che da una
stagione all’altra dopo la coltivazione, si
risveglia bio, è custodita perfino dal ciclo
e dal vigore discreto della luna, che
veglia di notte sulle sue diurne ore
lavorative e gesta. È la Biodinamica un
cammino, o un ritorno al respiro delle
radici, dove il sovescio è un mezzo
ulteriore e i fiori tra i filari son
genuini e felici. Senza veleni, il suolo si fa
culla, nutrito dal letame e dal
calore, perché dal niente non nasce
mai nulla, se non c'è cura, rispetto e
fervore. Poi giunge l’Olio,
spremuto nel freddo; esso è oro che cola smeraldo
nel piatto, ed è figlio di pietre, di
sole e di ognuno, che pizzica benbono in gola all’unisono, come verde
riaspro. Dalle terre che mani operose
hanno curato, nasce l’olio che sa di poggio
e di fatica, un dono che dal passato è
ritornato, come una voce amica, un'eco
nuova, verde-antica. Estratto rigorosamente a
freddo poche ore dopo la raccolta, conserva quel pizzicore
tipico e quel profumo di dono un po’
gentile e insieme selvaggio. È un olio "vivo", ricco di
polifenoli, che porta nel piatto la forza
del sole e la freschezza misurata dell’autunno nelle colline di Castiglione Sa di Toscana, di erba e di
fatica, racchiuso in vetri scuri come
jare, è custode di una sapienza
antica che riempie i sensi e scalda
il vigore. E infine il Vino,
fortezza di sangue tra le fatiche e le feste
della vita, che se nel Sangiovese nel
Merlot, nel Chianti,…. trova il suo altare, fermenta
piano in botti custodite mentre il tempo gli insegna,
ad aspettare. Non è solo il mosto che si fa
ebbrezza, ma è l’annata, il vento e la
stagionalità, che versa matura nel
bicchiere la purezza di chi produce con sincerità. Nelle cantine, il vino matura senza forzature. Che sia un
Chianti generoso o un Sangiovese in
purezza, ogni bottiglia racconta
l'annata specifica: la pioggia, il
caldo, il vento. Grazie alla biodinamica, il
vino è libero da residui chimici, permettendo al vitigno di
esprimere la sua vera identità
territoriale. Con questa filosofia
biodinamica tutto si tiene: il compost
prodotto dagli animali della fattoria
nutre i campi. I preparati liquidi e solidi
sono la sostanza, le siepi e i boschi attirano
gli insetti utili, che proteggono le
viti. Non è solo agricoltura, è un
investimento che lascia il terreno più
ricco anche di futuro. Vino, olio e terra in un sol
abbraccio, alla Fattoria il cerchio si
fa eterno: l’uomo non è solo padrone, ma è piuttosto l’antico e
moderno agricoltore, prima e dopo la industrializzazione, che
prenota tutto il buono raccolto
dell’estate, per il consumo migliore e
pacifico, dell’inverno e successivi giorni e anni. |
FINE