IL SINDACALISTA DEFEZIONANTE VIENE GIUDICATO DAL POPOLO, PIÙ SEVERAMENTE DEL DATORE DI LAVORO

IL SINDACALISTA DEFEZIONANTE VIENE GIUDICATO DAL POPOLO, PIÙ SEVERAMENTE DEL DATORE DI LAVORO

Villa Lante (Bagnaia, Viterbo-VT), non ha acquisito questo nome se non quando, nel XVII secolo, passò nelle mani di Ippolito Lante Montefeltro della Rovere, Duca di Bomarzo. All’epoca di questo passaggio di proprietà, la costruzione aveva già 100 anni di vita. Committente ultimo dell’opera, fu il Cardinale Gianfrancesco Gambara tra il 1511-66 . Ideatore o progettista, è considerato Iacopo Barozzi da Vignola. Nella villa c’è un parco con giardini manieristici, varie fontane e una ghiacciaia, il frigorifero dell’epoca.

Il concetto del cantiere della antieducazione civica, vale anche per le mancanze del Datore di lavoro; ma queste per quanto gravi e talvolta decisamente inaccettabili; sono mancanze tuttavia previste, attese; non sono mai una sorpresa indignatoria, come la defezione sindacale.

Infatti il sindacato che defeziona, sgambetta i lavoratori che dovrebbe difendere; il Datore di lavoro invece, quando defeziona, prevarica i lavoratori che dovrebbe rispettare.

Tuttavia mentre il Datore di lavoro ha il profitto da conseguire; il sindacato ha soltanto il lavoratore da tutelare. Se non tutela tradisce, ma il Datore, se non guadagna, chiude.

Alla fine il Sindacato esce irreparabilmente malconcio da questo confronto col Titolare d’impresa; quest’ultimo esce invero malconcio anche lui; ma al contempo, piuttosto soverchiato dall’errore o dall’avidità a seconda dei casi.

E per la gente, è più scusabile uno che si fa soverchiare o sopraffare dal guadagno; che uno come il sindacato defezionante, che si fa vincere dal basso istinto del tradimento

Villa Lante (part. Bagnaia di VT); con un panorama del giardino manieristico che piega la vegetazione alle esigenze delle forme geometriche, secondo il concetto di giardino all’italiana, e della sorpresa manieristica, un settore della sorpresa o creatività barocca. La villa è oggi parte del Polo museale del Lazio; proprietario è dunque il Ministero dei Beni Culturali

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