CONTRO IL BLOCCO DELLE TRASFORMAZIONI INDETERMINATE (OTI), DEI LAVORATORI OTD AGRICOLI

CONTRO IL BLOCCO DELLE TRASFORMAZIONI INDETERMINATE (OTI), DEI LAVORATORI OTD AGRICOLI

(La moderna agricoltura industriale, abbisogna di molti operai stabili o fissi, e pochi Otd a termine o Avventizi)

Marina Elvira Calderone, attuale Ministro del lavoro

Onorevole Ministro del Lavoro della Repubblica Italiana, fu Presidente dei Consulenti del Lavoro, dr.ssa signora Marina Elvira Calderone;

E per conoscenza alla

Unione Europea – Commissione Europea, signor Direttore della Direzione Generale Occupazione; Affari Sociali e Inclusione (EMPL), …. : 

Alla spettabile Effat, Federazione Sindacale Europea per l’Agricoltura e il Turismo – European Federattion of Food, Agriculture and Tourisme Trade Unions : …

E. p.c. Alle Segreterie Nazionali di Cgil , Cisl, Uil : …

 

Buongiorno signor Ministro !

La invito a soffermarsi con premura attuale, nonché cognizione ministeriale, sulla seguente novità.

L’agricoltura italiana contemporanea, non è più il settore stagionale del passato. È divenuto un comparto che ha caratteristiche industriali. Non più esclusivamente semine e raccolti. Dunque perché continuare a discriminare gli Otd agricoli; bloccandone in modo permanente, le Trasformazioni indeterminate (OTI) nel nome delĺa stagionalità?

La nostra Agricoltura è ormai un settore profondamente trasformato e consolidato.

Annovera oltre 1,13 milioni di aziende agricole, un sistema produttivo integrato fatto di cooperative, consorzi, cantine sociali e filiere agro‑industriali, e anche una meccanizzazione avanzata.

Il settore opera oggi con continuità annuale, e con un livello di organizzazione paragonabile a quello industriale.

La produzione agricola italiana, misurata secondo la PLV (Produzione lorda vendibile; produzione Nazionale, lorda e vendibile in un anno), vale circa 73 miliardi di euro l’anno, collocando il Paese tra i primi 15 produttori mondiali, e tra i primi tre in Europa.

Il valore aggiunto agricolo italiano (produzione senza le spese), è il più alto dell’Unione Europea: segno di una filiera efficiente, tecnologica e ad alto contenuto professionale, industriale.

PIÙ ALTE RESE AD ETTARO

Nelle colture che definiscono il Made in Italy — vino, olio, ortaggi, frutteti — l’Italia raggiunge rese per ettaro, tra le più elevate al mondo.

Nel vino, in particolare, l’Italia è leader globale:

nessun altro Paese nel Pianeta, riesce a combinare quantità prodotta, qualità media, diversità dei vitigni (oltre 528 vitigni autoctoni), e valore economico, come il sistema vitivinicolo italiano.

Questa capacità di unire alta qualità e abbondante quantità, non ha equivalenti nel panorama internazionale della moderna industrializzazione.

AGRICOLTURA INDUSTRIALE CONTINUATIVA

L’agricoltura moderna non è più caratterizzata dalla discontinuità e dalla stagionalità che, in epoche remote, giustificavano un regime speciale di contratti a termine.

Oggi il settore comprende attività permanenti quali:

1.manutenzione dei terreni e degli impianti;

2.gestione delle colture e delle macchine;

3.trasformazione dei prodotti;

4.confezionamento e logistica;

5.vendita diretta;

6.agriturismo;

7.attività di filiera agro‑industriale.

Perfino attività tradizionali come la pastorizia, in molte regioni italiane, sono organizzate con turnazioni e continuità analoghe ai settori industriali.

L’OTD NON CORRISPONDE PIÙ AL LAVORATORE STAGIONALE DEL PASSATO

La figura dell’Operaio Agricolo a Tempo Determinato (OTD), non riflette più pertanto, la realtà produttiva del settore.

Nella prassi, l’OTD è un lavoratore continuativo, impiegato per l’intero anno solare, con mansioni stabili e professionalità consolidata.

La stessa contrattazione collettiva (art. 23 CCNL), riconosce questa stabilità: al raggiungimento di 180 giornate nell’arco di 12 mesi, il rapporto si trasforma automaticamente in OTI.

Questo meccanismo dimostra che il settore richiede continuità e stabilità, non precarietà.

ESCLUSIONE ASSURDA

L’esclusione degli OTD agricoli dal limite dei 24 mesi previsto per tutti gli altri lavoratori italiani (artt. 10 D.Lgs. 368/2001 e 29 D.Lgs. 81/2015), quale premessa legale per la maturazione OTI di diritto; è oggi irragionevole e sproporzionata.

Non riflette la realtà produttiva del settore, che è ormai strutturato, continuo e industrializzato.

La disciplina speciale agricola, nata per un mondo che non esiste più, genera una disparità di trattamento che appare del tutto inconciliabile con i principi degli articoli. 3, 35, 36 e 41 della Costituzione.

E in aggiunta,  produce una precarizzazione strutturale o permanente, priva di giustificazione economica, sociale o produttiva.

Stando così le cose, perché alcuni si lamentano che i giovani preferiscono industria e terziario o altro, al posto dell’agricoltura?

Si tratta di una lagna ingiustificata perché il legislatore erroneo, ne ha create le premesse aggiuntive e ulteriori, coi Decreti legislativi suddetti.

CONCLUSIONE

L’agricoltura italiana moderna è un settore industriale, continuo, professionale.

La figura dell’OTD, così come oggi regolata, non corrisponde più alla realtà.

È necessario un allineamento normativo, che riconosca la stabilità effettiva del lavoro agricolo, contemporaneo.

Giovane Pastore. Fa parte di un recente ritorno dei giovani (ultimi 10-20 anni) , alla natura e agricoltura. Dopo aver condiviso le speranze della industrializzazione e degli studi; questi ragazzi, fatto il dovuto bilancio; hanno recuperato una delle strade antiche per gestire le necessità del vivere e della vocazione del territorio; la Pastorizia. Tuttavia questa è spesso interpretata con criteri di turnazione industriale; 8 ore di lavoro; poi comincia un altro turno; e via dicendo, nella filiera, fino al formaggio e alla vendita del medesimo.
Gregge di capre segue la coppia di pastori, che le conducono al pascolo o all’ovile.