LE PRIME FASI DELLA DIFESA E DELLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO, DEVONO ESSERE LASCIATE DIRETTAMENTE ALL’OPERAIO E NON DELEGATE AI RAPPRESENTANTI E AI SINDACATI

LE PRIME FASI DELLA DIFESA E DELLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO, DEVONO ESSERE LASCIATE DIRETTAMENTE ALL’OPERAIO E NON DELEGATE AI RAPPRESENTANTI E AI SINDACATI

Castello di Valenzano Subbiano Arezzo 1887-1905. Luigi Agnolucci da Sienalunga. Neogotico romantico.

I Sindacati moderni difendono spesso il loro spazio, consapevoli che possono operare in un contesto, dove la imprevidenza del legislatore, ha tolto ogni potere diretto al lavoratore singolo; con la scusa di darlo a dei loro rappresentanti.

All’operaio viene detto che è tutelato; quindi ci vuole il sindacalista, lo  Rls che lo rappresenta, e via dicendo ; lavoro e salute sono pertanto, aspetti delegati alla rappresentanza; ma la rappresentanza spesso defeziona; e funziona da burocrazia inutile, che pesa sulla agilità e la spesa del cittadino e  del sistema produttivo. 

In materia di sicurezza e lavoro, non c’è niente di più sbagliato, che delegare anziché responsabilizzare gli stessi lavoratori.

Nella misura in cui il singolo può, è bene che sia lui in prima persona a difendersi dai pericoli contro la salute; e dai tentativi di ingiustizie illegali

Di ciò ne abbiamo un esempio funzionale in Inghilterra e Germania, 

dove le morti sul lavoro sono 0,5 x 100.000 occupati in 1 anno; cioè il minimo mondiale, anziché 0,9 come da noi (tuttavia molto peggio in Francia, sono addirittura 3,1; e 3,3 negli Usa);  

dove i primi livelli del processo sul lavoro, sono portati avanti direttamente dai lavoratori di fronte ai giudici. Soltanto nel secondo, terzo, livello, compare l’avvocato. Questa partecipazione diretta, diminuisce le spese e il numero dei litigi, a causa di accordi pre-ricorso superiore.

Si metta l’occhio qui, come la Costituzione, in proposito, ci da ragione

ammette la necessità della difesa naturale attiva, da parte dei lavoratori e cittadini.

Infatti essa prevede per ogni cittadino, pari diritti, pari dignità, pari possibilità di agire in giudizio, per tutelare i propri diritti. È scritto negli articoli 2-3-24 sottostanti:

“Art 2

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali…..

Art 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, ….

Art 24

Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi.

La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.

Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione.

La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari .

Questi  articoli, dopo avere riconosciuto la sostanziale eguaglianza dei cittadini; specificano (art 24), che tutti hanno diritto a difendersi attivamente; non delegando ad altri le prime fasi della difesa e della sicurezza.

È necessario pertanto ridimensionare la delega delle rappresentanze; in favore della attività e creatività del cittadino.

Quando il sindacato o ogni altro rappresentante, defeziona; manca ai suddetti articoli 2, 3, 24 della Costituzione; 

Infatti essi dicono che i cittadini sono eguali e che hanno la libertà di difendersi.

Ma se il sindacato o il rappresentante di turno, avvocato o della sicurezza o altro, defeziona, misconosce l’uguaglianza e contribuisce a inibire la difesa del lavoratore, che dovrebbe invece promuovere. 

Questo rischio il legislatore lo può facilmente correggere o diminuire, implementando la responsabilità difensiva e educazione, di ogni singolo lavoratore