FESTA DELLA REPUBBLICA

FESTA DELLA REPUBBLICA



1. La Repubblica è una Persona


FESTA DELLA REPUBBLICA
dicono. Ripeto anche io,
"Festa della Repubblica",
oggi 2 giugno 2026.
E spiego che la
Repubblica,
ha una mente
e un cuore.
É una "persona" !?
Diamogli
una buona personalità.



2. Festeggiare come sfilare ai Fori Imperiali;
Famiglie e Mondo del lavoro,
assenti ingiustificati

alla sfilata


Ma che significa
festeggiare la Repubblica
nella sostanza
del cittadino, che
ogni giorno
e nel buio di ogni notte,
cioè dal basso
della vita quotidiana,
la propria e altrui
Repubblica,
vive, e onestamente,
sinceramente, ama ?

Risposta.

Festeggiare la Repubblica oggi,
significa sfilare ai Fori Imperiali
di Roma, come stanno facendo,
proprio in questo momento.
Però sfilano tutti, e fanno bene.
Sfilano perfino i Camion
della spazzatura,
oltre ai militari e soccorritori...
tradizionali;
e fanno bene.
Ma è una contraddizione
di valore, che non sfili
la base naturale dello Stato,
cioè la famiglia, le famiglie,
che oggi più che in passato
hanno bisogno
di maggiore stima
e aiuto, sociale e politico.
è una contraddizione
costituzionale di valore
giuridico, che non sfili
la base naturale del lavoro,
cioè Datori e operai,
giovani e anziani,
sindacalisti e disoccupati.
Forse che la Costituzione
non dice all'art 1 che
la Repubblica è fondata sul lavoro?
Dunque il mondo del lavoro
non è chiamato solo a sfilare
ai Fori imperiali
festeggiando socialmente;
ma è chiamato in modo urgente
in quel luogo comune
dei Fratelli d'Italia,
perfino dalla stessa Costituzione.
Cioè dal massimo sforzo
intellettuale
(uno sforzo magistralmente riuscito)
dei sapienti padri fondatori
del dopoguerra,
per regalare agli Italiani
del presente e del futuro,
il beneficio e i benefici,
di uno Stato moderno;
essendo i cittadini Italiani,
rimasti orfani
politicamente,
a causa della guerra
perduta.


3. Festeggiare come pensare bene
e fare buone azioni,
nella vita di ogni giorno



Dunque tutto ciò
è il significato del festeggiare
la Repubblica oggi;
uno sfilare solenne
e con decoro
ai Fori Imperiali.

Ma ieri, oggi e domani,
festeggiare la Res Publica,
ha significato e significa,
pensare e fare buone azioni.

La Repubblica
se è ben fatta
e utile, deve
fare leggi buone e giuste
per il bene comune,
ricchi e poveri,
piccoli e grandi..

Anche la Repubblica
come il cittadino,
prima pensa poi agisce.
Anche la Repubblica
come il cittadino,
deve vivere trovando
il senso ultimo,
nel pensare e nel far bene,
secondo il bene comune, appunto.
Insomma, anche la Repubblica
ha una mente e un cuore.

La sua mente è la
Democrazia di tutti
quelli che pensano,
votano, comandano
e obbediscono.

Il suo cuore, sono
tutti i cittadini onesti,
piccoli e grandi,
che gli permettono
di vivere e sopravvivere;
perché se mancano gli onesti,
la Res Publica, muore
per autodisordine
e autodistruzione.

Per questo, per tutelare
gli onesti e aggiornare i disonesti,
e garantirsi il futuro,
la Repubblica
deve pensare e far bene;
perché così facendo
garantisce e incoraggia
la libertà di tutti
i suoi cittadini,
di fare a loro volta del bene.

Il cuore, cioè i cittadini in salute,
sono la vita della Repubblica.

La Repubblica,
cioè la mente comune
di tutti i cittadini,
che pensano e agiscono bene,
è quella mente operativa
inconfondibile,
che costituisce il decoro
della Repubblica stessa.



4. Paese buono o cattivo


Un paese è buono
se pensa e agisce bene;
è cattivo se pensa e agisce male.

Ma questo vale anche
per il singolo cittadino,
secondo il Decalogo di Dio:
sei buono se pensi,
desideri e agisci bene,
secondo i 10 Comandamenti;
sei cattivo, se pensi,
desideri e agisci male,
negando i 10 Comandamenti .

Anche le Repubbliche
come i cittadini
le Nazioni, gli Imperi
e le Rivoluzioni,
possono essere
buone o cattive.
Facciamo che la nostra
Repubblica
sia buona, riconosciamo
il buono fatto e che intende fare.
Ecco il senso del far festa oggi,
cioè dello sfilare ai Fori Imperiali,
nella Roma Capitale
d'Italia

Fine

 

APPENDICE

LO STEMMA DELLA REPUBBLICA ITALIANA

 

In occasione della Festa della Repubblica, che si festeggia nella data del referendum istituzionale che abolì la monarchia, vogliamo riscoprire i simboli dell’istituzione a partire dall’emblema della Repubblica Italiana.

L’emblema è stato adottato nel 1948 anche se la sua genesi è iniziata due anni prima. Era necessario sostituire l’emblema della monarchia con un simbolo adatto alla neonata repubblica.

L’emblema è uno dei tre simboli patri insieme alla Bandiera d’Italia (descritta nell’articolo 12 della Costituzione) e all’inno nazionale “Il Canto degli Italiani” di Goffredo Mameli e Michele Novaro (probabilmente più noto al grande pubblico con il nome di “Fratelli d’Italia”).

Inno Nazionale

 

Bandiera tricolore italiana

 

Papa Benedetto XVI° descrive il Tricolore italiano e altri simboli della Nazione

 

 

IL SIMBOLISMO DELL’EMBLEMA

L’emblema della Repubblica Italiana è caratterizzato da diversi elementi: la stella, la ruota dentata, i rami di ulivo e di quercia.

Il ramo di ulivo simboleggia la volontà di pace della nazione, sia nel senso della concordia interna che della fratellanza internazionale.

Il ramo di quercia che chiude a destra l’emblema, incarna la forza e la dignità del popolo italiano. Entrambi, poi, sono espressione delle specie più tipiche del nostro patrimonio arboreo.

La ruota dentata d’acciaiosimbolo dell’attività lavorativa, traduce il primo articolo della Carta Costituzionale: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”.

LA STELLA

La stella è uno degli oggetti più antichi del nostro patrimonio iconografico.

E’ sempre stata associata alla personificazione dell’Italia, sul cui capo essa splende raggiante. Così fu rappresentata nell’iconografia del Risorgimento e così comparve, fino al 1890, nel grande stemma del Regno unitario. La stella caratterizzò, poi, la prima onorificenza repubblicana della ricostruzione, la Stella della Solidarietà Italiana. Infine ancora oggi indica l’appartenenza alle Forze Armate del nostro Paese.

L’AUTORE

L’emblema della Repubblica Italiana fu realizzato da Paolo Paschetto (Torre Pellice 1885-1963). Professore di ornato all’Istituto di Belle Arti di Roma, fu artista polivalente sia per tecnica che per materiali. Fu autore, tra l’altro, di numerosi francobolli, compresa “la rondine” della prima emissione italiana di posta aerea.

(fonte_ www.quirinale.it)

Festa della Repubblica
Annuncio della vittoria della Repubblica al referendum costituzionale