Non c’è fede migliore che nel regale volto della vita rinata per sempre in forma umana, dal profondo e gelido sepolcro.
Non c’è fede migliore e più universale, della fede nella Resurrezione e nel Risorto dalla morte di Croce.
Anche i popoli che tale fede non conoscono direttamente; tuttavia sanno per legge naturale, che la vita è meglio della morte; che la Resurrezione è auspicabile tutte le volte che è possibile; che il problema del mondo è che l’uomo non può vincere la morte; che l'aspirazione maggiore dell’umanità, è vivere e non morire; e possibilmente sentirsi affrancati in eterno, da ogni avversa sorte.
Perciò, quella parte del mondo che ancora non conosce il Risorto; anche senza saperlo, aspetta la fede nella Resurrezione. Aspetta di poter dire come noi, che non c’è fede migliore, della vita rinata per sempre, dal profondo e gelido sepolcro.
E tutto ciò è vero secondo la logica ordinaria suddetta, deĺla condizione umana; ma tale verità è rafforzata anche da una logica straordinaria o provvidenziale.
Infatti, nel passaggio dalla morte alla vita, Gesù ci ha lasciato un'immagine indelebile del suo Volto e della sua Crocifissione. È la immagine della Sindone, che conferma del tutto, la descrizione dei Vangeli.
Essa è praticamente un Vangelo in forma di immagine, si che molti studiosi la chiamano «Quinto Vangelo!». Un miracolo del Risorto a beneficio del suo popolo e del mondo intero.
Vero è che la Sindone rappresenta il volto di Gesù morto; e non di Gesù Risorto; ma è altrettanto vero che si tratta del Volto di Colui che la morte ha visitato ma non poteva trattenere; e perciò il volto della Sindone, porta scritto in sè, la notizia della Pasqua di Resurrezione. Gesù risorto, scrisse per noi questa notizia pasquale, anche nella immagine sindonica.