IL CIPRESSO

IL CIPRESSO

Monte San Savino visto da Sud-ovest.

Cipressi nella fascia della vegetazione perimetrale . Abbelliscono e personalizzano l’immagine del Paese.
Scorcio di viale. Fattoria La Vialla (Castiglion Fibocchi -AR-).

L’antichità e il medioevo conoscono l’uso del Cipresso come legname, frangivento, funerario. L’uso estetico per abbellire il paesaggio, comincia col Rinascimento italiano e il Vignola (1507-73) . La borghesia illuminata toscana tra sette-ottocento, assume il Cipresso in modo massiccio; fino a caratterizzare il paesaggio toscano. Ciò fanno per gusto personale, ma anche in compagnia dei notabili del Grand Tour. Questi ammiravano e talvolta esportavano l’usanza in Europa; quelli si facevano ammirare e gareggiavano per costruire viali e ville; giardini monumentali.

O cipresso di gran toscana
che da sera a mattina
in tutta l'urbe mediterranea
rendi più bella e vigorosa, la vita
e la grande passeggiata
italiana e nostrana,

è tempo della tua lode,
perché sono secoli
che come un eroe fiero e alto
non temente la guerra,

preferisci tuttavia
la pace e l'onestà
quotidiana, guardi
l'ampio paesaggio
lodando Dio
e gli uomini tutti.

E lo fai per mezzo della
tua fiamma verde
che il sole natio
e i venti forieri,
alimentano incessantemente.

La alimentano
verso il Cielo divino
e insieme tanto umano;
tanto umano da usare
perfino le chiome dei cipressi,
per ricordare e manifestare
la sua bontà e bellezza;
tanto umano
cioè tanto innamorato
degli umani;
in tal senso, questo Cielo
è più umano di ogni
altra cosa umana,
perché per quanto
radicalmente diverso
da questo mondo,
rimane tuttavia
palpito umano ineguagliabile,
vocazione ultima
e casa eterna prima,
di tutti gli uomini