IL CIPRESSO

IL CIPRESSO

Monte San Savino visto da Sud-ovest.
Cipressi nella fascia della vegetazione perimetrale . Abbelliscono e personalizzano l’immagine del Paese.
Bolgheri, Frazione della Maremma toscana nel Comune di Castagneto Carducci (Livorno). Il Viale dei Cipressi di 5 Km che dall’Oratorio di San Guido, arriva fino al paese di Bolgheri. Sono quelli che Carducci canta nella Ode «Davanti San Guido» 1874-76 : “I cipressi che a Bolgheri alti e schietti / Van da San Guido in duplice filar…” .
L’antichità e il medioevo conoscono l’uso del Cipresso come legname, frangivento, funerario. L’uso estetico per abbellire il paesaggio, comincia col Rinascimento italiano e il Vignola (1507-73) . La borghesia illuminata toscana tra sette-ottocento, assume il Cipresso in modo massiccio; fino a caratterizzare il paesaggio toscano. Ciò fanno per gusto personale, ma anche in compagnia dei notabili del Grand Tour. Questi ammiravano e talvolta esportavano l’usanza in Europa; quelli si facevano ammirare e gareggiavano per costruire viali e ville; giardini monumentali.


O cipresso di gran toscana
che da sera a mattina
in tutta l'urbe mediterranea
rendi più bella e vigorosa, la vita
e la grande passeggiata
italiana e nostrana,

è tempo della tua lode,
perché sono secoli
che come un eroe fiero e alto
non temente la guerra,

preferisci tuttavia
la pace e l'onestà
quotidiana, guardi
l'ampio paesaggio
lodando Dio
e gli uomini tutti.

E lo fai per mezzo della
tua fiamma verde
che il sole natio
e i venti forieri,
alimentano incessantemente.

La alimentano
verso il Cielo divino
e insieme tanto umano;
tanto umano da usare
perfino le chiome dei cipressi,
per ricordare e manifestare
la sua bontà e bellezza;
tanto umano
cioè tanto innamorato
degli umani;
in tal senso, questo Cielo
è più umano di ogni
altra cosa umana,
perché per quanto
radicalmente diverso
da questo mondo,
rimane tuttavia
palpito umano ineguagliabile,
vocazione ultima
e casa eterna prima,
di tutti gli uomini

Oratorio di San Guido; ove dipartono verso Bolgheri, i Cipressi cantati dal Carducci (Crf Foto 1 sopra). Commissionato dai nobili Della Gherardesca del Castello omonimo di Bolgheri nel 1703. È in onore di San Guido, un santo eremita locale, del 1100-200. Esecutore Romolo della Bella, XVIII sec.
Bolgheri, Livorno. Si distingue il Casteĺlo della Gherardesca, sopravvivenza del Feudo locale, fino ad oggi.