LA POESIA, CONCEZIONE DELLA POESIA

LA POESIA, CONCEZIONE DELLA POESIA

Allegoria della Poesia,

in un affresco di Raffaello sul soffitto della Stanza della Segnatura, ai Musei Vaticani :

raffigurata con un libro e una lira nelle mani, viene definita numine afflatur dalla scritta sorretta dai due putti ai lati, che significa «è ispirata da Dio».

Infatti la poesia non è racchiudibile solo dalla bellezza visibile, o solo dai versi o dalla prosa o dalle immagini…o dal soggetto a cui ci si rivolge; non è una realtà racchiudibile solo in se stessa, solo nella visibilità e invisibilità di se stessa; essa esiste anche in sé, ma esiste pure fuori da sé, con te e con tutti contemporaneamente, nel suo spazio reale privato e pubblico; la poesia esiste da sola, ma è se stessa (cioè piena di efficacia che abbellisce la vita), nella misura in cui trova la compagnia degli uomini e di Dio ed è fortemente orientata al mondo intero; la poesia ha una vocazione universale potente, rivolta a tutti. Tutti la possono vedere e sperimentare, anche se non tutti, ma solo i veri poeti, la possono produrre.

Non esiste la poesia privata per privati. Esiste la poesia vera, una sorta di bellezza regale, capace di parlare all’individuo e al mondo intero, con registri diversi (perfino generi letterari diversi); coltivando (nel senso di edificare, celebrare, educare…), sia le persone che i popoli; sia le nazioni che i continenti; sia i ricchi che i poveri, sia i piccoli che i grandi; sia gli ignoranti che i dotti…

La poesia aspira dunque naturalmente, ad elevare gli uomini e il mondo; tutti vuole portare verso l’alto e il meglio; e non è sempre voce del poeta e basta; non è mai una voce sola; è la voce del poeta, ma dietro di essa in antico, ad esempio, parlavano le Muse; e il poeta era detto anche “veggente” (vates), “sacerdos” (sacerdote), che riferiva la volontà degli dei; col cristianesimo le voci che presiedono il poeta stesso, cambiano nome, “ la Grazia, lo Spirito Santo, Gesù Cristo stesso”…; cambiano nome, si ! Cambiano qualità ispirativa, si ! Ma ci sono sempre, sono sempre lì ! E il poeta (questo è importante), non è solo. È in compagnia della poesia e dei suoi misteri ispirativi.

Il poeta solo e soletto, ometto in disordine che non sa che pesci prendere, trovasi soltanto nel decadentismo novecentesco e attuale, che a volte consapevolmente a volte no, dissolve le verità poetiche nel disordine e nel tedium vitae, nel nichilismo di vivere. Il poeta di questo tipo, chiude il registro interiore della ispirazione; e si concentra solo sulla esperienza vorticosa ma sostanzialmente superficiale, del presente; un presente contraddittorio, dove spesso il piccolo e l’insignificante diventano materia di trattazione poetica; al posto del più grande e più meritevole….