LA EMIGRAZIONE ITALIANA NON E' MAI CESSATA; PERCIO' E' UNA EMERGENZA NAZIONALE

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OTTANTA MILIONI GLI ITALIANI NEL MONDO, FUORI DALLA PATRIA

 

Gentile Giorgia,

onorevole,  Presidente del Consiglio dei Ministri; signora cortese, Giorgia Meloni!

Ha mai notato, o qualcuno gli e lo ha mai detto, che l'Italia fuori dai confini nazionali e sparsa nel mondo, ha ormai un numero di italiani, superiore di circa 30 milioni ai 58-60 milioni, che lei presiede dentro i confini deĺlo Stato?

L'Italia fuori dai confini nazionali, ha ormai un numero di abitanti, pari a circa 80 milioni...

Siamo dunque, un caso unico al mondo. Un caso, come si suol dire, più unico che raro. Abbiamo più italiani fuori dall'Italia, che dentro l'Italia.

Ora nonostante la notizia clamorosa ma non retorica, le scrivo in silenzio, perché mi sembra che lei abbia a cuore l'Italia, e il suo futuro.

E questo aspetto, è proprio ciò che mi incoraggia a descriverle la Emigrazone nostra, come un processo non ancora concluso; e proprio per questo, perché inconcluso, ancora più urgente da governare e risolvere.

Insomma, mi sorprende della trasmigrazione italiana attuale, il fatto che non è mai terminata davvero. Ecco perché l'Italia di fuori è ad oggi, più abitata dell'Italia di dentro.

Mi spiego.

Dalla fine del 1800 fino agli anni 70 del ventesimo secolo, si parla del capitolo "Emigrazione italiana" .

Vero.

Poi dagli anni 90 fino a oggi, si parla del capitolo "Immigrazione in Italia".

E aggiungono con orgoglio: "Una volta eravamo emigranti; ora siamo diventati terra di immigrazione".

Vero anche questo.

Ma non è tutta la verità.

Perché l'Esodo degli Italiani verso paesi esteri, continua tuttoggi; è un esodo trasformato e qualitativamente diverso, ma è sempre una emorragia etnica che sottrae sostanze umane, al nostro paese.

Infatti ad andarsene in numeri eccessivi (preoccupanti), sono soprattutto i giovani, e tra questi i migliori, più capaci e istruiti, tutti sotto i quaranta.

Conclusione del discorso.

Dobbiamo considerare la emigrazione italiana, non come un fenomeno concluso e risolto; ma come un fenomeno non ancora risolto, anche se trasformato....

In altri termini, ripetendomi, mi permetto di sottoporre alla Sua attenzione, una riflessione di carattere civico, sul tema dell’emigrazione italiana contemporanea.

Si parla spesso della grande emigrazione storica, che ha segnato il nostro Paese tra la fine dell’Ottocento e gli anni Settanta, e si afferma, come sopradetto, che oggi l’Italia, da Paese di emigranti, è divenuta terra di immigrazione.

Ma, questa rappresentazione non è completa.

L’emigrazione italiana, infatti, non si è mai realmente conclusa. L'esodo, si è solo trasformato.

Ogni anno decine di migliaia (intorno a 200.000 persone, due città intere come Arezzo, Perugia), di nostri concittadini, soprattutto giovani qualificati e istruiti, scelgono di lasciare il Bel Paese, per cercare altrove le opportunità e il riconoscimento che qui faticano a trovare.

È un fenomeno silenzioso ma continuo, che priva l’Italia delle sue energie migliori, della sua vitalità e del suo futuro; un fenomeno che all'atto pratico, vuol dire anche, più denatalità, meno innovazione e produzione....meno popolazione.

Ritengo perciò, che sia necessario guardare questa nuova trasmigrazione dalle radici antiche, non tanto come una sopravvivenza del passato o come una "fuga dei cervelli" del presente, e basta; ma più esattamente, è necessario vederla come una questione nazionale, attuale, proprio perché mai risolta del tutto.

Questione attuale, che pertanto, proprio perché mai conclusa a dovere, richiede politiche strutturali di attenzione e di rientro dei talenti; nonché politiche strutturali di fiducia, equità e prospettive reali, per chi desidera restare.

Confido dunque, che questa breve nota, scritta, ripeto, nello spirito di un fiducioso dovere civico, possa contribuire a mantenere viva la consapevolezza di un tema (la emigrazione; e non solo l'immigrazione), che tocca l’identità e la speranza del nostro Paese.

Con viva cordialità,

 OM

 

 

FINE

 

 

 

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