I MAGI, GRANDI PER SCIENZA E SAPIENZA

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SANTA EPIFANIA DELL'ANNO 2026

 

Sotto il manto delle stelle

o alla luce del nuovo giorno,

tre sapienti d' oriente,

leggevano avvinti e audaci,

il cuore della Speranza,

e il destino inedito del Mondo.

 

Non paghi dei troni,

delle raffinate vesti e

dell'onore,

cercavano un segno

convincente, del sommo

 Creatore.

 

​Melchiorre, Gaspare

e Baldassarre, lasciarono

i regni, le terre e la corte sfarzosa,

perché un astro nel cielo,

tra mille bagliori, verso occidente

e Betlemme, annunciava nuovi

e regali splendori.

 

Un Angelo di Dio,  prese

la forma di una cometa

per indicare loro, ĺa strada

di notte e di giorno, e preservarli

da fatali imprevisti, senza ritorno.

 

​Mentre nei palazzi di Palestina,

non vedono stella alcuna,

perché il potere è malizia e timore,

 Erode s’oscura

in un cupo quanto infausto livore;

al contrario, i sapienti e potenti d'Oriente,

scorgendo il richiamo del Cielo altissimo,

si dicono subito: "Andiamo! Perché

ci chiama davvero il Signore,

 che da sempre, cerchiamo".

 

Senza conoscersi,

mossi da un soffio divino,

diventano insomma, un’anima,

un unico raggio del mattino.

 

​Infatti, non perde  tempo

chi sa guardare, perché le stelle

e la Cometa, secondo la scienza

dei Magi, sono già un libro del cielo,

che insegna a sperare e decidere.

 

Perciò leggendo quel libro,

unici tra migliaia di astrologi, 

identificano senza sbagliare,

la Stella di Dio, tra miliardi di stelle.

Come fecero ?

Risposta: Perché

non solo conoscevano

la scienza dell'epoca,

ma erano anche

grandi scienziati e sapienti.

Scienza e sapienza,

nei Magi, sono un fatto

complementare.

E questo binomio, è vincente

pure ai nostri giorni,

e lo sarà anche in futuro.

 

Giunti alla casa del Redentore,

nella campagna piena e povera

di Betlemme, li attende Maria,

col Bambino in braccio,

 Giuseppe, custode discreto;

tutti in attesa del nuovo

e regale sentore.

Naturalmente, c'è anche  la Stella,

che in ultimo è scesa in quella casa,

e discreta si è vestita, bella come mai;

trasformando col suo

splendore celeste e intenso,

la povertà nuda della terra circostante,

in ricchezza tanto regale e brillante,

quanto celeste e indimenticabile,

nel tutto che trasfigura.

 

Davanti a un Bambino

grandicello, Re della Storia

e dell'Universo visibile e invisibile,

i tre grandi della terra,

dopo aver tanto camminato,

adorano Dio, finalmente;

cedendo volentieri,

ogni gloria presente,

e acquistando presti,

la eterna gloria, della storia

e del mondo che verrà.

 

​L' Oro si consegna

alla maestà di Gesù,

l'Incenso s'innalza

alla sua imperitura divinità,

la Mirra è parte di quello

che un giorno nel mondo,

purtroppo tragicamente, accadrà.

 

​Infine, tornarono verso i loro regni,

ma per altri sentieri,

e ancor più di prima edificati,

perché ormai sono  dei sapienti

o santi rinati, che han visto

perfino incarnata,

la Luce del Signore;

la sola che l'uomo

verso la vita eterna,

conferma e potente, conduce.

 

Omnia bona

O.

Ps :

La foto.

La iconografia tradizionale, rappresenta la Epifania coi Magi che incontrano la sacra famiglia, in una grotta.

 Ma si tratta di un errore.

L'incontro con Gesù avvenne dove Giuseppe doveva avere in qualche modo, sistemata la famiglia.

Infatti la nascita nella grotta tra il bue e l'asinello...aveva un carattere di emergenza, non avendo trovato posto nell'albergo...

Ora i Magi provenienti dall'Oriente, avranno impiegato come minimo uno o due anni, prima di trovare Gesù a Betlemme. Infatti, in Mt 2,11, si dice chiaramente che i Magi visitano Gesù a Betlemme, non più neonato ma un Bambino (greco paidion, latino puer); e in un altro passo, cioè Mt 2,22-23 , si specifica che il trasferimento a Nazareth, avvenne dopo il ritorno dall'Egitto; quindi è evidente che la casa non più Grotta, al momento della visita dei Magi, si trova a Betlemme.

I Magi abitavano comunque, così lontano, che la Provvidenza lì guidò con una stella apposita per loro...

 È evidente che la sacra famiglia, passata la emergenza della nascita, si era trasferita in qualche abitazione normale a Betlemme.

 Pertanto, nella poesia soprastante,  io ambiento la adorazione dei Magi, in una casa a Betlemme, e non in una grotta, per i suddetti motivi...

 

FINE

 

 

 

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