LA PERSONALITA' ASTRATTA E CONFORMISTA, NEL MONDO MODERNO E COMMERCIALE

[ G. K. Chesterton, Perché sono cattolico (titolo originale del Capitolo : La personalità nel mondo moderno) Milano, Gribaudi, s.d.,  pp. 121-126 ]

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                Ciò che chiamiamo personalità (ovvero quella parola che gli americani pronunciano di solito personality) è diventata la cosa più impersonale del mondo. Il suo aspetto pallido e scialbo compare come un fantasma ad ogni angolo e in ogni moltitudine. Ma è capitato talvolta, ed è esperienza comune, penso a molti, di imbattersi negli interminabili dibattiti pedagogici organizzati dagli educatori e dalle professoresse. L'educazione è un argomento affascinante , e alcuni dibattiti sono veramente molto interessanti e acuti. Ma pochi tra coloro che hanno partecipato a tali conferenze potranno negare che a volte, dopo quattro o cinque ore, viene la vaga tentazione di cambiare argomento e persino ambiente. Quanto spesso questo fatto possa accadere non è tema di discussione, ma una cosa ho notato in particolare, che mi permetterò di riferire. Se mai può succedere che per qualche motivo, l'andamento sembra prolungarsi un po' troppo a lungo, se i conferenzieri diventano un poco pesanti e l'uditorio un poco tediato, se sembra che una serie di volti affaticati e privi d'interesse, di voci svogliate e senza vita, si succedono l'uno all'altro in una ripetizione di frasi fatte piuttosto prolisse e noiose, allora nel momento in cui tutto sembra monotono e vacuo, siate certi che la discussione cadrà su ciò che viene chiamata la personalità dell'insegnante.

                Questo paradosso non è proprio solo della nobile scienza dell'educazione. Certamente non è proprio solo di quelle personalità e di quegli insegnanti. Sarebbe uno sbaglio grossolano ritenere che erano tutti impersonali; solo che in quel momento apparivano esser tali. Non vi è dubbio che nelle loro case e scuole erano personali a sufficienza. Ma allora nelle loro case e scuole non si metterebbero a parlare di personalità. Ma sembra esservi qualcosa riguardante questa contemplazione autocosciente sull'influenza dell'io, che la attenua e la rende sbiadita. E possiamo notare la stessa cosa in molti altri settori, che hanno meno scusanti per appellarsi ad una ideologia così astratta. L'individualismo uccide l'individualità, proprio perché l'individualismo ha da essere un ismo come il comunismo o il calvinismo. La scuola economica e morale che si è data il nome di individualista, ha finito per minacciare il mondo con la diffusione dei luoghi comuni più ottusi e tediosi. Gli uomini invece di essere quel che sono, si sono messi alla ricerca di un io da raggiungere; quasi un io astratto ed economico che si è identificato nell'interesse personale. Ma mentre l'io era proprio dell'uomo, l'interesse personale era di solito quello di un ceto o di una categoria di lavoratori o persino di un impero. Lungi dal mantenersi veramente come io indipendente, l'uomo divenne parte di una massa pubblica egoista.

                Questo aspetto è evidente in gran parte della pubblicità e del commercio americani. Il giovane uomo d'affari è spinto a diventare un uomo deciso, un uomo energico dalla forza magnetica, soprattutto un uomo con personalità. Ed esiste un modello dell'uomo ideale, in modo che nessuno possa commettere l'errore di sviluppare altre forme di personalità. Fin quando hanno bene in mente questo modello, e si mantengono fedeli a questa posa, con la mascella e il colletto al posto giusto, avranno la soddisfazione di sapere che si stanno avvicinando sempre di più al pieno possesso di una personalità indipendente ed autonoma. La conseguenza per tutti questi esseri sfortunati è facilmente prevedibile. La conseguenza è che parleranno tutti dell'individualità e della libertà allo stesso modo. E così si aggireranno tutti uguali nell'aspetto, nel pensiero e (ciò che è più importante) non solo diventeranno tutti uguali, ma si sforzeranno di essere tutti uguali. Un certo stile elegante nel vestire, un certo sguardo dolce, un certo portamento, diventano meccanici come il passo dell'oca prussiano. Eppure ognuno dovrebbe esercitare un fascino e un potere eccezionale, quasi magnetico. A volte la pubblicità offre proprio al giovane il segreto del fascino e del potere .

                Vi sono almeno due o tre cose in cui, agli occhi dei nostri discendenti, appariremo come degli idioti al limite dell'inverosimile. Vi sono delle cose che facciamo e diciamo che sono così assolutamente e straordinariamente irrazionali che la gente rimarrà molto più stupita di fronte ad esse di quanto lo siamo noi su ciò che ci sembrano le superstizioni più enigmatiche e indecifrabili del passato. C'è molta pubblicità che apparirà sorprendentemente come un'assoluta buffonata. Ma soprattutto c'è la suprema buffonata di pretendere di conciliare la pubblicità con la segretezza. I posteri ragionevoli non potranno immaginare ciò che noi intendevamo con la parola segreto in quel contesto. Qualcuno mette dei cartelli scritti a lettere cubitali su tutti i comignoli di terracotta di Londra, in modo che vengano letti da milioni e milioni di persone: sui cartelli si leggono i segreti per rimanere giovani o per curare i reumatismi. E' impossibile che tutto questo abbia un senso. Sembrerà (ed è vero) ancora più assurdo del considerare il sultano come il fratello del sole o della luna o il re come il soffio delle narici del suo popolo. Questo tipo di cose è già assurdo se riferito ai farmaci e ai cibi prefabbricati e diventa pura pazzia se si riferisce alla personalità. Il punto fondamentale su questa favola della personalità, perché di questo si tratta, è che l'uomo deve stupire il suo prossimo dimostrando di possedere una qualche superiorità particolare o dominante, del tipo di quel segreto del successo che i pubblicitari vogliono comunicare al povero impiegato. Naturalmente non gli comunicano il segreto del successo, in quanto non vi è niente da cominciare. Ma se gli e lo comunicano, lo fanno sottovoce. Se viene gridato contemporaneamente ad altri centocinquanta milioni di impiegati, è naturale che non può più trattarsi di un segreto e tantomeno potrà portare al successo. Porterà solamente al risultato a cui ho già accennato, dello spettacolo di milioni di impiegati che fanno e dicono le stesse cose e falliscono nello scopo come volevasi dimostrare. Ma la pretesa assurda del sussurrare a tu per tu viene ancora ritenuta valida; i nostri magnati del commercio sono come quel re primitivo nelle Bab Ballads [opera di W.S.Gilbert (1836-1911) n.d.r.] il cui sussurro era un urlo orrendo. Ma i primitivi non sono di solito così stupidi da contraddirsi in quel modo.

                E' un dato di fatto che personalità molto più forti emersero nell'ambito di antiche tradizioni che vengono oggi giorno considerate come chiuSe e inibitorie. Uomini veri come Tommaso Moro o Samuel Johnson [(1709-84) scrittore e lessicografo inglese n.d.r.] emergono come figure indipendenti e ben individuate dalla lotta dolorosa e vigorosa per mantenere i dieci comandamenti. E queste personalità hanno dimostrato di essere veramente personali, nell'unico senso possibile: esser se stessi. Il segreto di essere Samuel Johnson era veramente un segreto che  Samuel Johnson mantenne per sé . San Francesco d'Assisi rimase veramente un individuo, in quanto rimase inimitabile. Se cerchiamo del carattere, nel senso originario della parola carattere, è probabilmente più facile trovarlo in quei cristiani che cercarono di conformarsi al modello di Cristo, piuttosto in quei milioni di materialisti a cui viene detto di imitarsi a vicenda. La verità è che da questa psicologia febbrile e mistificatoria del successo, sta emergendo un tipo di ideale astratto, che si avvicina in molti aspetti alla religione, ma che in realtà restringe l'immaginazione molto più dell'antica religione. E il modello di persona fatto appositamente per integrarsi nel sistema meccanico della città moderna commerciale; e quasi tute le grandi religioni del passato erano qualcosa di più  dell'incoraggiamento di un modello locale e temporaneo. L'Islam è adatto tanto per il mercante del bazar di Baghdad quanto per il beduino del deserto; il puritanesimo può essere proprio tanto del contadino boero quanto del droghiere di Balham; e il cattolicesimo è il più universale in assoluto. Ma questo culto deleterio della personalità e della volontà tende solo a produrre un tipo di persona che vuole una sola cosa. E il fatto che si trova a possedere un meccanismo propagandistico e pubblicitario molto più vasto e più rapido dei vecchi metodi di conversione, ne fa (a mio parere) una calamità universale e totalizzante .

 

 

FINE

 

 

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