VISITA ALLA CROCE

(Da: Giovanni Papini, Alleanza, in: La seconda nascita, Firenze, Vallecchi, 1959, pp. 29-30) 

 

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               Vado anche oggi alla Croce per riconoscere il mondo. Un costone tra due clivi -dugento passi-  mi porta come un ponte, come una gobba, come il crinale di un precipizio. 

                Da una parte carpini e quercioli fino al greto, dall'altra la strada seminata di sassi, dove inciampano i bovi a salire e i maiali scendendo.

                Non vorrei nominarti invano. Tu che sorridesti a questa patria di serpi e l'accarezzasti con la tua mano ancor luminosa di stelle e di lune. Ma forse ti sei riconciliato stamani con la discendenza del rosso mangiatore di pomi e la terra è tornata giardino.

                Una giornata come questa aggiunge alla perfezione dell'universo. Tutto sembra rifabbricato e lavato dalla tua mano. Dal giorno della mia prima nascita non ho sentito il cuore così leggero, l'anima così tranquilla, gli occhi così riposati.

                L'erba giovane, i fiori bambini, il fiume purificato, le piante rinnovellate stanno sulla palma del lungo paese come regali sopra un altare.

                Il cielo ha odore di gioventù; le tombe del lontano camposanto, sembran candidi fiori posati in un prato chiuso; le vaste nuvole bianche sembran mantici, dove gli angeli poseranno calici di zaffiro; il mio cuore batte come un'ala di colombo. Vengano in questo momento i nemici: il sole benedirà coll'oro il nostro bacio.

                Ogni creatura s'inginocchia perché adora e perché le gambe tremano e non reggono più. Ed io sento nel mio petto tutte le creature; quelle che vidi una volta, quelle che mi hanno guardato stamani, quelle che non ho vedute né vedrò mai.

                La bellezza stessa non è pace?

                Anche dopo che tutto è messo in bilancio, l'amore non è la mercatura più redditizia?

(...).

                Quando lessi, traversati i primi anni di abbandono, il Testamento Nuovo, non entravo più nelle chiese e ritrovando la croce nera quassù, senza pretesti d'arte e di rinchiuso, fui chiamato a ricominciar dalla morte del nostro giovane iddio per rinascer con lui ancora una volta 1) .

 

1: Questo ultimo capoverso è tratto da: Giovanni Papini, Antiche scoperte, in: La seconda nascita, Firenze, Vallecchi, 1959, p.55.

 

FINE

 

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