JESUS, L'UOMO DI NAZARETH, IL FIGLIO DI DIO

(Regia: Roger Young, Primo interprete, Jeremy Sisto. Primo numero della Collana in Edicola : Le storie della Bibbia, giugno-agosto 2004. Copirhight S. Paolo su   Licenza   Lux Vide) 

 

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Jeremy Sisto interpreta Gesù

 

Il regista Roger Young (sopra) è nato negli USA nel 1942.

Jaqueline Bisset nel ruolo di Maria, madre di Gesù

 

Gary Oldman è Pilato

Luca Zingaretti nel ruolo di Pietro pescatore e poi capo degli apostoli

 

G. W. Bailey è lo storico Livio, necessario quale osservatore e animatore artificiale della drammaturgia

 

               Questo film ha il pregio di essere una indagine a misura classica o tradizionale, sulla vita morte e resurrezione di Gesù. C'è un notevole sforzo di esattezza dottrinale e storica. Pertanto non è tra i peggiori.

                Tuttavia, le due nature di Gesù, quella umana e quella divina abbisognano entrambe di approfondimento e indagine artistica. 

                Infatti il Gesù umano, quale uomo, è fin troppo tale: per esempio si strugge per un supposto amore verso Maria di Magdala, sorella di Lazzaro e Marta di Betania, anche se poi resta fedele alla sua missione di Salvatore; quando arrivano i cavalieri trucidatori di Barabba, Gesù accorre e chiede insieme ai suoi apostoli e discepoli, di risparmiare la vita ai Romani e di cessare la violenza; ma Barabba dopo aver percosso il Cristo sull'altra guancia, taglia lo stesso la gola al soldato romano: ora se Gesù era Dio, qualcuno in sua presenza avrebbe potuto uccidere ? 

                Si osservi che quando gli scribi gli portarono l'adultera per screditarlo, egli, dice il Vangelo, scriveva per terra: ma allorché disse Chi è senza peccato scagli la prima pietra, nessuno ebbe il coraggio di farlo. Per quale ragione? La risposta è la seguente: gli Scribi sentivano che in Gesù v'èra la forza di Dio; perciò non mentirono a se stessi, per paura di qualche punizione o maledizione conseguente. Onde se n'andarono, si che Gesù poté perdonare e congedare la donna. 

                Allo stesso modo, è non verosimile che Barabba potesse uccidere qualcuno davanti a Gesù, senza che questi o lo risuscitasse  o punisse solennemente l'omicida. In conclusione, la condotta degli uomini di fronte al Cristo è costantemente, secondo i Vangeli, la condotta di chi, in alcuni frangenti come i miracoli e le sentenze, ma anche nel complesso, avverte che in Gesù c'è l'autorità e la forza di Dio : l'umanità lo seguiva perché in lui sentiva la presenza di Dio, nonostante la sua forma umana. Se ne accorse il centurione, persino sotto la Croce, quando disse: Davvero questi era il Figlio di Dio .

                Altro svarione inverosimile è la Madonna: Maria è troppo vecchia e non abbastanza verginale, per essere l'eterna Vergine, la madre Vergine del Messia, l'Assunta in cielo, che non conobbe corruzione del peccato e della tomba. Della Madre di Dio, ne han fatto una mezza vecchierella con le rughe, anche se avvenente. Quando in realtà era la giovinezza del Paradiso sulla terra, al punto che gli angeli decisero di riportarla in cielo quale Regina, quale loro regina: ora gli angeli avrebbero preso come Regina una donna imperfetta fisicamente? Una simil donna l'avrebbero portata davanti all'Eterno?

                In conclusione, in questa cinematografia su Gesù, si avverte che gli autori non hanno indagato a lungo sulla persona di Gesù e soprattutto non hanno letto la letteratura mistica in proposito. Pertanto restano sempre ad un livello superficiale, verso la vera identità di Dio in terra, tra gli uomini, uomo come gli uomini ma al contempo Dio che li creò, e pertanto che li conosce e ama e redime, come nessuno ha mai fatto e potrà fare.

                Gesù resta dunque per il cinema un soggetto difficile a causa della sua identità divina, la quale è tanto travolgente e rivoluzionaria rispetto agli schemi umani, che talvolta non è artisticamente concepibile dagli artisti medesimi del mondo moderno, troppo digiuni di ascetismo spirituale e scienza teologica e mistica, troppo pieni, spesso, nella pancia e nella sensualità.

                In futuro occorrerebbe cambiar metodo: prima di cominciare un film su Gesù, il regista e gli interpreti principali, facciano almeno un anno di esercizi spirituali e di letture adeguate, sotto la direzione e la consulenza di esperti ecclesiastici in proposito.

 

FINE

 

 

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