GIUDIZIO SU UN CONCORSO DA OPERAIO GUARDIA GIURATA, ALLA COMUNITA' MONTANA DEL CASENTINO

(tenuto il 28 giugno 2008) 

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Branco di ragazzi diplomati e laureati ad attendere la prova  scritta , adeguatamente preparata per buttar fuori il più alto numero possibile (2 posti per un centinaio di concorrenti).

Ai nostri politici non bastano spettacoli del genere per correre ai ripari: eppure i Concorsi con la sproporzione tra partecipanti e posti disponibili, dimostrano un malessere preoccupante, che si continua a caldeggiare (industria del diploma e della laurea senza sbocco effettivo) anziché risolvere .

Discussione sui contenuti delle Domande (il Quiz appassiona; ma anche il dottore forestale in magliarancio ha sbagliato due domande se non erro)

                Carissimi quadrumveri concorsuali,

                come va? Avete digerito la vittoria? E la mezza vittoria? E la sconfitta ? Tutti gli agrari e forestali hanno buoni apparati digerenti: la natura che amano, sembra li abbia in qualche modo favoriti, dotandoli di buono stomaco proconcorso come proalimenti.

                Anzitutto vi saluto. Sono ..., quello dalla barba più lunga, che il giorno 28 .., guardava anche fotograficamente (cioè: scattava fotografie).

                Vi informerò quando avrò messo in linea il mio giudizio sul concorso in argomento. Per ora posso preannunciare che mi hanno colpito i seguenti aspetti:

                la Comunità Montana si è comportata correttamente sul piano tecnico-logistico: ha organizzato con trasparenza e geometria le operazioni concorsuali. Però ha difettato sulle premesse metodologiche e sociali.

                E ciò dico anche se a mio avviso, i selezionatori di montagna son migliori di quelli di città : l’area più buona, la natura vicina, il chiasso minore…forse  garantiscono maggiore onestà sia a breve che a lungo termine.

                Quanto alle premesse metodologico-sociali, annoto quanto segue: il Concorso non è stato fatto per i disoccupati diplomati, ma per tutti i diplomati da quinquennio superiore; i diplomi più del settore, sono da agrotecnico-esperto forestale e Perito-Agrario; gli altri sono raccattati da altri settori. Partecipavano anche laureati; ma è evidente che un laureato in scienze forestali, rispetto a uno in scienze politiche o lettere, o rispetto a un concorrente solo diplomato, poteva fare la differenza. Colpisce l’alto numero di partecipanti rispetto a due posti offerti, sebbene con graduatoria. Infine si vietò la copia del quiz concorsuale, risolto.

                Vediamo di spiegare uno a uno i suddetti punti.

                1.Concorso per disoccupati e occupati, considerati alla stessa stregua: non è socialmente corretto che in un contesto di disoccupazione, l’ente pubblico se ne freghi al momento del Concorso; la categoria dei disoccupati mi sembra che avrebbe dovuto avere la precedenza; cioè il Concorso doveva essere riservato a loro. Infatti tra i pochi meriti degli enti pubblici tipo le Comunità Montane, vi è forse quello di dare lavoro a un certo numero di persone; se viene meno anche questa priorità nel nome di una meritocrazia apparente, allora a che serve la Comunità Montana? La sua funzione di promozione dell’economia della Montagna cade in parte, ignorando i disoccupati.

                 2. Concorso per tutti i diplomati quinquennali: un perito agrario e un agrotecnico, possono andare a fare un Concorso per agronomi o dottori Forestali? Non possono, spesso per legge; e anche quando la legge non preclude, prevale la maggiore competenza, onde agrotecnici e periti sono esclusi. Tuttavia Dottori forestali e agronomi hanno partecipato al Concorso da Operaio, senza riuscire ciononostante a rispondere bene a tutte le domande. Da ciò si deduce che non è corretto fare un concorso per quinquennali e poi farlo vincere ai dottori. I quali tuttavia, si noti, non sono riusciti a rispondere a tutte le domande. Ciò significa che i quiz a risposta triplice, non erano esattamente tutti al livello quinquennale, visto che nemmeno i dottori li hanno risolti al completo.

                3. Alto numero di partecipanti: la nostra società è attraversata dalla seguente aspirazione: avere un lavoro sicuro, a Contratto indeterminato, che permetta una dignitosa organizzazione della vita. Questa aspirazione di per se è giusta. Tuttavia diventa meno giusta quando per avere il posto sicuro, è necessario andar tutti negli enti publici. Insomma, per intenderci, quando i posti sicuri sono da un lato troppo pochi e dall’altro la loro mancanza denota una patologia socioeconomica: cioè denota una economia che non è in grado di offrire lavoro sicuro e redditizio per tutti (o almeno per il 90 % dei cittadini). Ne consegue che siccome il contesto economico offre prevalentemente  lavoro insicuro e precario, è evidente che i cittadini accorrono numerosi ai concorsi del lavoro più sicuro e meno precario. In conclusione la colpa di queste affluenze in soprannumero è dei politici e dirigenti, dei banchieri che han creato la moneta unica, non per servire il popolo europeo, ma solo per fare i loro interessi. Per questo la gente è nel disagio, e cerca a volte la sicurezza lavorativa.

                4. Vietato avere copia del proprio quiz concorsuale: ciò è sbagliato perché chi frequenta un Concorso ha diritto ad avere un documento dei propri errori; finita la prova , il candidato resta solo col proprio “fallimento”, senza che gli venga permesso di imparare dall’esperienza. Tutto ciò è francamente da schiappe della pedagogia, cioè è una operazione più da provinciali che da dirigenti di un ente pubblico.

                Che pensate di queste mie osservazioni, vi sembrano giuste e obbiettive? Mi piacerebbe avere il vostro parere, compreso Lucio.

 

                                 Statemi bene,

 

vostro O. Metozzi

 

PS : Come lettura ulteriore, consiglierei: Toscana Toscana bella  . Ma leggete attentamente e con calma. Non dimenticate che la cultura per essere compresa e ben assimilata (onde dia dei buoni frutti nel modo di vivere e lavorare) abbisogna di una situazione interiore che a me sembra parente più dell’ottimismo e della serenità che del pessimismo e della tristezza. Pensate ad esempio a Galilei e a tanti ingegni nel corso della storia e in Italia: se fossero stati tristi e pessimisti come avrebbe il primo potuto inventare il metodo sperimentale, e come avrebbero potuto gli altri, alzare il velo efficacemente sulla conoscenza della natura e dell’uomo?

FINE

 

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