CONCETTO DI CULTURA: LA RELIGIONE COME BASE FONDAMENTALE DELLA CULTURA

18-8-06

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                L'uomo non ha mai avuto una cultura universale e determinata, in grado di soddisfare o unire concordemente tutti gli abitanti della terra . Al contrario, fino ad oggi, ogni popolo ha avuto la sua cultura, e anzi, si può dire, che anche ogni individuo, aspira ad avere la propria cultura, sia misurandosi con le scienze, sia con la vita, sia allorché si scopre capace di trascendere in qualche modo, la cultura a cui appartiene, dato che talvolta intuisce esistere almeno in potenza, una cultura universale che ogni altra trascende .

                Si può dire che la cultura è l'insieme dei modi spirituali e materiali che manifestano concretamente, esprimono di fatto, l'umanità di un individuo o di un popolo o di più popoli, nel Pianeta.

                Insomma, la cultura esprime l'umanità individuale e collettiva; essa può nascere e morire, può fare errori e ammalarsi, può correggersi e perfezionarsi. Ma non può esistere senza l'uomo : animali e piante non hanno cultura, se non limitatamente all'istinto o all'insieme di leggi che ne guidano e garantiscono la sopravvivenza, la morte e la rinascita o riproduzione.

                Avviene dunque che in ogni società, ci sono delle istituzioni preposte alla trasmissione della cultura. E anche dove manca la distinzione tra Stato e Chiesa, tra religione e politica, anche in quelle società primitive, ci sono come minimo la famiglia e la tribù, il clan... a costituire il nucleo fondamentale dell'esistenza individuale e sociale.

                Nella Società nostra, del mondo ricco e colto e cosidetto evoluto, mantengono fondamentale funzione di insegnamento culturale, la famiglia, la scuola, l'università, la Chiesa, i mass-media e l'apparato publicistico (libri, giornali...personalità varie nell'arte, nello sport...ecc).

                Noi abbiamo veramente una varietà di dispensatori di cultura, anche nel nome della cosidetta: Pluralità (puralismo) culturale.

                Ma con tanti dispensatori, è quanto mai conseguente, che tutti non siano all'altezza del loro compito; che la non chiarezza su quali siano i principali bisogni e le principali domande dell'uomo di fronte all'esistenza che lo riguarda, induce in errore anche coloro che invero saranno certamente in buona fede; che troppi maestri non uniti da qualcosa di superiore e trascendente per il bene comune, cadono facilmente in errore, e si trasformano da soggetti di diffusione della cultura in soggetti di propagazione del caos e talvolta dell'errore; che così come le malattie e i virus attaccano la salute degli individui sani, allo stesso modo attaccano anche la salute dei maestri culturali, senza che medico alcuno intervenga con chiarezza e tempestività a neutralizzare l'epidemia possibile e pericolosa... .

                Nella nostra società, la prova fondamentale della insufficienza dei maestri di cultura, in famiglia, come al catechismo e a scuola o all'università (per non parlare del cinema e della letteratura e filosofia...), ogni individuo la fa, allorché gli vengono elencati i problemi e le caratteristiche del mondo, ma nessuno gli fa mai e poi mai almeno queste due domande:

                Qual'è il principale problema del mondo? Quali sono i principali problemi del mondo?

                Come si fa a risolvere il principale problema o i principali problemi del mondo, una volta localizzati ?

                Spesso l'incompetenza e l'insufficienza, ma per meglio dire la mancanza di saggezza e sapienza superiore, limitano il dialogo in proposito, a elencare uno o più problemi.  Ma non si parla di qual sia lo strumento della loro risoluzione, si che in definitiva, alla fine degli studi, per il Discente il mondo è un insieme di problemi, che restano aperti; è un insieme di scelte che si devono fare, ma che in fondo l'una scelta vale l'altra, l'una fede vale l'altra, l'un valore vale l'altro, l'una soluzione vale l'altra, onde alla fine la semplice non soluzione di un dato e principale problema individuale o universale, in fondo lo stato di fatto stesso, somiglia moltissimo a una qualunque altra soluzione; anzi, questa non soluzione può persino diventare la soluzione più semplice e per eccellenza. Infatti se la soluzione di un problema o del principale problema del mondo, non mi appassiona, non mi dice niente a riguardo di come devo orientarmi per vivere meglio quotidianamente, a che scopo e perché io mi devo adoperare a trovare quella data soluzione? Tanto vale che opti per lo stato di fatto e la non soluzione, sentita o sentibile, come la migliore soluzione stessa, tra le possibili.

                Al contrario una vera e completa proposta culturale, mi dice prima di tutto qual'è il principale problema del mondo e mi invita (ma non mi obliga) a risolverlo, perché solo da quella risoluzione, passa il progresso e il cammino dell'umanità.

                La difficoltà delle vecchie generazioni di dire alla nuove qual'è il principale problema del mondo e come bisogna fare per risolverlo, è all'origine della attuale confusione culturale, che spesso si esprime nel relativismo e soggettivisno etico, o nella facilità a sposare varie ideologie, alcune delle quali han già fatto recentemente il loro buono e cattivo tempo (come la marxista).

                Però l'ideologia, rispetto alla verità oggettiva delle cose, ha questo di vantaggio: che offre all'adepto un progetto culturale chiaro, cioè con una lettura e una soluzione, dicendo qual'è il principale problema e come devesi fare per risolverlo. L'ideologia, spesso è convinta di ciò che dice, e pur essendo nel non vero, fa proseliti non con la forza della verità , ma con la sola forza della convinzione e della chiarezza di lettura e risoluzione. L'ideologia è quindi una sintesi arbitraria della cultura, ritenuta tuttavia, da chi la assume, come verità effettiva.

                Vi è pertanto un modo per individuare il vero problema del mondo e proporne la risoluzione, come fanno tutte le ideologie, senza tuttavia cadere nell'errore di sposare le stesse ideologie, cioè nell'errore tipico delle stesse ideologie?

                Il modo esiste ed è il seguente:

                Sappiamo che tutte le culture hanno il cuore del loro radicamento e sviluppo, nella idea stessa di Dio e della legge che da tale idea deriva. Poiché questo fatto è comune non solo a tutti i popoli odierni che abbiano mantenuto la loro identità di popoli, ma anche ai popoli esistiti storicamente e con grande varietà di pensiero e modo di vivere nel corso dei secoli, i maestri di cultura non possono non comunicare la seguente lettura e soluzione della realtà:

                il principale problema del mondo è da un lato la pretesa di fare cultura senza Dio (difetto nuovo e senza precedenti storici) e dall'altro l'ipocrisia dei credenti tradizionali in Dio (difetto vecchissimo e con moltissimi precedenti storici), i quali, talvolta mancando di testimonianza viva, svuotano la religione, cioè la legge di Dio vissuta, l'amore effettivo, del suo contenuto risolutore d'ogni problema, del suo fuoco rivoluzionario e santificatore.

                Onde avviene che i lontani e i perduti, non vedono il loro errore macroscopico non avendo paragoni abbastanza forti, cioè dei santi abbastanza evidenti; e persistono nell'errore, cioè nell'ideologia che offre a buon mercato false risoluzioni culturali.

                In conclusione voglio dire, che il principale problema del mondo è l'ipocrisia dei religiosi (cioè di vari o troppi credenti in Dio), la quale svuotando di contenuto la stessa Religione, predica a suo modo e per logica conseguenza, l'inutilità della risoluzione religiosa. Ma questa risoluzione è invece oggi come in passato, l'unica vera risoluzione, l'unica idea veramente risolutiva, cioè in grado di evitare l'errore ideologico, e di vincere contro qualsiasi errore o malattia o catastrofe .

 

 

FINE

 

 

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