L'ANTICHITA' CLASSICA VA STUDIATA  ALLA LUCE DEL CRISTIANESIMO E NON SOLO ALLA LUCE DI SE STESSA

1-8-06

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                Nel percorso formativo dell'umanista del cosidetto primo mondo, quello più ricco, per intenderci, e che come tale strizza l'occhio ovunque, e ovunque vi ha potenti seguaci, ponendosi insomma come il principale modello da seguire (a torto o a ragione), vi sono alcuni luoghi comuni che dettano legge.

                Alcuni di questi pensieri o luoghi comuni, sono oggi messi in discussione e sostituiti dalla contingenza dell'ateismo e dalla idolatria del mercato.

                Ma altri, come ad esempio quello della glorificazione dell'antichità classica , perdura tuttoggi, nei licei e tra gli studiosi. E perdura in tutto il mondo suddetto, ma specialmente mi sembra in Italia e in Europa.

                E ciò può essere non solo perché l'Italia è, per così dire, l'erede più diretta dei Romani, oltre che la principale protagonista del Rinascimento, che di tale glorificazione antica, fece uno dei principali teoremi della propria identità; ma può essere, anche perché il fatto non viene mai trattato abbastanza alla luce della lezione cristiana.

                Nessuno nega il dovuto rispetto verso i lati positivi e i mirabili contributi antichi, alla costruzione della civiltà universale, con Roma in primo piano. Ma l'eccessiva considerazione buona e la fiducia naturale di quei popoli nostri antenati, fa si che ci arriva una visione distorta dei loro errori e delle loro infermità di mente e di morale .

                Il paganesimo insomma era un enorme mostro che si nutriva in modo abnorme dell'anticristianesimo, pur non avendo conosciuto il Cristo. Il paganesimo era radicalmente anticristiano prima che il Cristo predicasse, e nonostante l'eccezione superminoritaria di alcuni suoi filosofi e poeti, almeno in qualche maggior saggezza e sprazzo illuminato o veggente.

                                E che le cose stessero in tal modo, basta considerare i principali aspetti della società antica :

                Dio non era uno, ma molteplice e antropomorfico nell'aspetto come nella sostanza morale, che dunque era più di comodo che divina;

                Lo stato non era tanto al servizio del cittadino, ma semmai il cittadino doveva servire lo Stato. Onde il potere pubblico medesimo, poteva disporre a suo piacimento della vita dei suoi sudditi, si che era logico quanto necessario, che si chiedesse ai medesimi sudditi, di credere alla divinità del re o dell'Imperatore.

                La nazione, la patria, erano concetti conseguenti: il cittadino doveva servire la patria, fino alla morte e con ogni spirito di lealtà e sacrificio, ma la patria invero non era tenuta a fare altrettanto, perché in quei tempi non era chiaro che la persona umana, dovesse essere al vertice di ogni valore, dopo Dio, sino al punto da meritare che anche la patria fosse ritenuta al servizio del cittadino o persona. Piuttosto, era la società intera a meritare ogni servizio ed eroismo dal singolo .

                La Famiglia, era istituzione fondamentale e reggente invero lo Stato tutto, dal basso. Ma su questa gravavano tre maledizioni senza rimedio :

                1. l'omosessualità e il libertinaggio di vizi vari, erano molto frequenti, e forse solo recentemente, col nuovo paganesimo, si comincia a reggere il confronto coll'antico mondo;

                2. non vi era una sola famiglia, con pari dignità, ma c'erano diverse famiglie, con valore diverso:

                il primo valore era quello dei ricchi e dei patrizi; il secondo quello dei meno abbienti e dei poveri di ogni classe e grado; il terzo era infine, di ordine incolmabile: vale a dire le famiglie di schiavi, completamente assoggettate, anche nel diritto di vita e di morte, ai lor padroni .

                L'intera società era spaccata in due, in modo endemico: da un lato i liberi cittadini, dall'altro i servi schiavi, senza diritto alcuno, se non quello di servire e ubbidire ad ogni capriccio padronale.

                Quando il Cristo arriva, mette subito mano a ricostruire l'uomo e quindi ogni sua più importante istituzione, senza distruggere, è ovvio, quanto di meglio e di buono vi era, nelle vecchie e paganissime.

                Comincia dunque, col dire che Dio è uno solo, e che pertanto è padre di tutti gli uomini, nessuno escluso :

                da ciò consegue che tutti gli uomini sono fratelli, e dunque tutti (anche gli schiavi e i poveri e gli ammalati e abbandonati...) hanno la stessa dignità davanti all'unico e potentissimo Padre.

                E' dunque naturale quanto conseguente, che così come chiunque voglia essere il primo, deve farsi ultimo per poter servire al meglio tutti gli altri, allo stesso modo, a livello non più individuale ma Statale, lo Stato, la Res Publica, devono tutelare, anzi servire al meglio e con ogni studio tutti gli uomini: l'individuo come lo Stato devono dunque servirsi reciprocamente, ma lo Stato deve in ultimo sottoporsi alla volontà e dignità del singolo, perché questi e non lo Stato in quanto istituzione, è creatura e figlio di Dio.

                La famiglia, quale comunione di figli dell'Altissimo, assume pari dignità, sia se povera o ricca, e non può più esservi famiglia schiava. Il capo della famiglia è l'uomo, ma la donna ha pari dignità in quanto sorella e madre dei propri figli.

                In conclusione, l'eccessiva glorificazione della civiltà pagana, fatta in passato come al presente da valenti umanisti, più che costituire un serio studio dell'antico, può diventare una trappola la quale fa credere che infiniti tesori son racchiusi nel paganesimo; quando invero, vi furono solo albori e lumi, e soltanto in Gesù cristo, ci sono veramente tesori infiniti, e ogni ricchezza e sapienza di dottrina e di vita.

                E' dunque evidente quanto naturale che tanto più si è avanti nella consapevolezza cristiana, quanto più si capisce al meglio la civiltà pagana, sia nei suoi difetti che nelle sue virtù. Anche nello studio del paganesimo, vige quello che è necessario in ogni ambito della vita del credente: la compagnia di Cristo, secondo la dottrina e secondo la vita, onde sia efficace il suo mistero di vivente eterno, unico vero Maestro.

                Il fatto che grandi studiosi dell'antichità, abbiano un amore per il paganesimo e siano scarsissimi cristiani, può dipendere da varie cose; ma certo non ultimo, dal fatto che ad essi piace glorificare l'antichità anche nei suoi difetti (oltre che nelle sue virtù), mentre ai medesimi non piace tanto, o non piace per niente, ammettere la superiorità indiscussa quanto infinita dell'insegnamento e della vita cristiana.

 

FINE

 

 

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